• Dott. Daniele Basta

L'alcol è cancerogeno?


La potenziale associazione tra consumo di alcol ed un maggior rischio di mortalità per cancro è nota sin dai primi anni del 900’.



Studi di meta-analisi evidenziano come l’assunzione di alcol sia associata ad un maggior rischio di insorgenza di vari tipi di tumore tra cui carcinoma prostatico, al colon, mammario e pancreatico, melanoma, tumore all’esofago e alla laringe.


Le stime attuali suggeriscono che l’alcol sia causa del 5.8% delle morti per cancro nel mondo. In particolare negli uomini, il consumo di alcol è associato a tumori gastrointestinali e al collo, mentre nelle donne è associato soprattutto al carcinoma mammario. Pensate che sono 100.000 ogni anno i tumori alla mammella riconducibili al consumo di alcol. Questo non riguarda i grandi bevitori soltanto, in quanto tutti i livelli di evidenze scientifiche mostrano una correlazione di rischio anche con bassi livelli di consumo. Esiste una correlazione dose-response, ovvero più si beve e maggiore è il rischio tumorale.


Ma perché il consumo di bevande alcoliche è correlato ad una maggiore incidenza di tumore?


Secondo numerosi lavori scientifici, questo composto contribuisce ad aumentare i rischi di insorgenza attraverso diversi meccanismi:

  • Metabolizzando l'etanolo in acetaldeide, composto potenzialmente tossico e cancerogeno, in grado di dannegiare il DNA e le proteine cellulari;

  • Generando specie reattive dell'ossigeno e spianando la strada al danno ossidativo a livello di vari compartimenti cellulari;

  • Limitando l'assorbimento di vari nutrienti che sono essenziali nel prevenire l'insorgenza tumorale come i folati, la vitamina A, la vitamina C, la vitamina E e numerosi antiossidanti, come i carotenoidi;

  • Aumentando i livelli di estrogeni, ormoni i cui livelli elevati sono associati all'eziopatogenesi del carcinoma mammario;

  • Molte bevande alcoliche contengono elementi in grado di potenziare i meccanismi tumorali dell'alcol, come composti fermentati e idrocarburi.


Nonostante ciò la capacità di metabolizzare l'alcol e quella di tollerare i suoi effetti variano da persona a persona anche in base alle caratteristiche genetiche dell'organismo. Il tipico esempio in questo caso è quello riferito alla presenza dell'enzima alcol deidrogenasi (ADH) in grado metabolizzare l'alcol nell'organismo. Questo enzima è in una forma maggiormente attiva nella popolazione asiatica, il che causa un accumulo più rapido di acetaldeide nei tessuti corporei, danneggiandoli di conseguenza più facilmente.


Un’alimentazione sana, caratterizzata dal consumo elevato in frutta, verdura, cereali integrali e legumi, è sicuramente un fattore in grado di ridurre (relativamente) il rischio di tumore alla mammella associato al consumo di alcol. Quest’ultimo, infatti, è in grado di aumentare i livelli di estrogeni in circolo, aumentando di conseguenza il rischio di carcinoma mammario. D’altro canto, le fibre hanno la capacità di legare gli estrogeni a livello intestinale riducendone il riassorbimento e promuovendone l’escrezione.


Evidenze dimostrano come non esista una soglia considerabile “sicura” di alcol nei confronti del rischio tumorale. Le basi scientifiche sono chiare: si tratta di un composto tossico, cancerogeno e in grado di causare dipendenza.

Si tratta di evidenze che vengono omesse, talvolta distorte, come si evince in vari lavori scientifici, finanziati il più delle volte, dalle industrie di bevande alcoliche. L’industria dell’alcol, cosi come quella del tabacco e del cibo spazzatura, tenta di informare i consumatori sulla salubrità dei propri prodotti (proprio come vino, birra o superalcolici), evidenziandone le potenziali proprietà benefiche nei confronti della salute. Tuttavia le informazioni riguardanti qualsiasi aspetto della salute dovrebbero provenire unicamente dalle autorità sanitarie non da venditori di prodotti in commercio e non esiste autorità sanitaria che abbia divulgato informazioni riguardo alle proprietà benefiche del consumo di alcol nei confronti della salute.


Come scriveva Doug Sellman della University of Otago nel 2010, il fatto che l’alcol possa essere causa di tumore è una delle cose che l’industria dell’alcol non affermerà mai. Le altre 9 le trovate in questa immagine estrapolata dallo stesso lavoro.



La realtà è che esiste poca consapevolezza pubblica riguardo alla correlazione tra alcol e tumore e che spesso questo messaggio non viene rimarcato a sufficienza dalle autorità scientifiche.


Dunque, nonostante molte bevande alcoliche appartengano alla nostra tradizione, purtroppo l'effetto cancerogeno dell'alcol è supportato da una forte e ingente letteratura scientifica appartenente agli ultimi 10 anni e visto il consumo sempre più crescente soprattutto tra i giovani di superalcolici, occorrerebbe molta più sensibilizzazione , informazione e maggiore controllo a riguardo.

FONTI:

IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks in Humans 2010;96:3-1383.

http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045%2807%2970099-2/fulltext

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20761240/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25422909/

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/acer.13071

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11910703/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28881410/ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20565523/

6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti