• Dott. Daniele Basta

Coronavirus e corsa folle alla spesa, italiani ma cosa comprate?


L’Italia ai tempi del Coronavirus, un clima surreale che sta invadendo il nostro Paese in questo triste periodo. Tempo di isolamento, di forti limitazioni riguardo ai contatti sociali e di messa in pratica delle norme di massima igiene, che dovrebbero di per sé essere praticate semplicemente ogni giorno. Gente che, nel panico, si reca e affolla sciaguratamente i supermercati cercando di comprare più roba possibile per riempire le dispense, pur sapendo che i supermercati verranno riforniti come in una situazione di normalissima quotidianità.


Ma cosa compra la gente? Quello che ho notato personalmente è lo svuotamento totale o quasi di reparti della pasta, pane, prodotti da forno, di biscotti, merendine, snack salati, patatine, salumi, formaggi stagionati, bevande zuccherate.


Ma è giusto e soprattutto è realmente necessario comprare tutto ciò durante questo periodo? Che effetti può avere la scelta di questi alimenti sul peso corporeo ma soprattutto sulla corretta funzionalità del sistema immunitario?

Considerato il periodo, restare a casa è l’unico vero modo per limitare la diffusione dei contagi. Di conseguenza, nonostante siamo già in un Paese abbastanza sedentario, si riduce ulteriormente il dispendio energetico giornaliero. Ragion per cui, se da una parte è consigliabile fare qualche esercizio fisico in casa per spendere un po’ di energia quotidianamente, dall’altra non è necessario introdurre quantità caloriche eccessive per non promuovere nel tempo uno spiacevole aumento di peso, con conseguenze metaboliche altrettanto gravi.


Dunque, alla luce di tutto ciò, pasta, pane, farine bianche, merendine, snack, ecc.., sono tutti alimenti raffinati, industrializzati e soprattutto caratterizzati da un contenuto elevato di zuccheri aggiunti, sodio, grassi saturi e aventi tutti un comune denominatore, ovvero un’elevata densità energetica. Quest’ultima rappresenta la quantità di energia calorica per unità di peso negli alimenti e nelle bevande ed è sicuramente un elemento chiave nel mantenimento di un peso corporeo adeguato sia negli adulti che nei bambini. Sono alimenti che contengono molte calorie per grammo e, come scritto in precedenza, introdurre quantità caloriche superiori ad un dispendio energetico sicuramente ridotto in questa situazione di emergenza, rispetto alla normalità, può promuovere nel tempo uno spiacevole aumento di peso.


Al contrario, alimenti ricchi di fibre e acqua, come frutta e soprattutto verdura sono caratterizzati da una bassa densità calorica. Acqua e fibre apportano peso, ma non calorie. I carrelli della spesa non erano di certo colmi di alimenti del genere negli ultimi giorni. Il consumo di frutta e verdura è molto più indicato in situazioni come queste, non solo per la densità calorica inferiore rispetto agli alimenti descritti in precedenza, ma anche perché in grado di apportare importanti micronutrienti in grado di supportare la corretta funzionalità del Sistema Immunitario.


Ma non è tutto, la scelta di questi alimenti processati e a raffinati può avere effetti negativi sul sistema immunitario.


Vari studi hanno evidenziato come un regime alimentare tipico occidentale (Western Diet) sia associato ad una ridotta efficienza del Sistema immunitario sia direttamente, per caratteristiche tipiche di questi alimenti, che indirettamente mediante un’alterazione del microbiota intestinale.

Quantità elevate di zuccheri semplici ad esempio, caratteristici di merendine, creme spalmabili, biscotti ecc.., sono associate ad aumentati livelli d’infiammazione nell’organismo e ad una ridotta funzionalità di leucociti. Similmente un apporto eccessivo di sodio, caratteristico di salumi, formaggi e cibo processato, è associato a maggiori livelli di infiammazione e ad una risposta immunitaria più aggressiva, specie in condizioni di autoimmunità. I grassi saturi invece, tipici di formaggi e creme spalmabili, quando introdotti in quantità eccessive sono associati ad un’alterazione delle membrane di cellule immunitarie e ad una loro ridotta efficienza.



Un’alimentazione altamente processata può avere effetti negativi anche sulla composizione del microbiota intestinale, ovvero quei batteri che colonizzano il tratto intestinale umano e svolgono funzioni meccaniche, metaboliche e ormonali. Esiste un vero e proprio equilibrio omeostatico tra intestino, microbiota e sistema immunitario. Un’alimentazione scorretta è in grado di rompere questo equilibrio e di alterare la composizione del microbiota intestinale, indicendo disbiosi, con conseguenze sulla funzionalità del sistema immunitario.


In conclusione, se da una parte è importante sottolineare come non esista alcun alimento o integratore di poter curare o prevenire l'infezione da Coronavirus, dall'altra mai come in questo periodo bisogna supportare al meglio il sistema immunitario attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata, caratterizzata dal consumo elevato di verdura, frutta, cereali integrali e legumi, in grado di apportare importanti micronutrienti per la corretta funzionalità immunitaria e ricchi di fibre, in grado non solo di stimolare la sazietà e di ridurre la densità calorica degli alimenti (effetto importante per ridurre strategicamente l’introito calorico giornaliero), ma soprattutto di nutrire al meglio la flora intestinale, inducendo cosi la produzione di composti antinfiammatori come gli acidi grassi a catena corta e mantenendo forte l’equilibrio omeostatico con il sistema immunitario.


Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24939238

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31747581

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6723551/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21169997

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