• Dott. Daniele Basta

Come rafforzare la barriera intestinale e migliorarne la funzione di permeabilità


Il tratto intestinale è la più estesa barriera tra noi e l’ambiente esterno. Quello che introduciamo attraverso l’alimentazione infatti è la prima fonte di esposizione dell’organismo all’ambiente esterno. In condizioni di normalità il nostro intestino è semi-permeabile a ciò che lo attraversa, selezionando i nutrienti e i micronutrienti da assorbire e i metaboliti di scarto o le tossine da eliminare. Esistono però fattori, come la stessa alimentazione scorretta, in grado di rompere questo equilibrio di semi-permeabilità e alterare la permeabilità intestinale.


Un’alimentazione scorretta può alterare la composizione della microflora intestinale, inducendo disbiosi con conseguenze sui livelli di infiammazione e sulla corretta funzionalità di permeabilità intestinale. In tal caso, frammenti non digeriti di cibo possono attraversare il rivestimento intestinale ed entrare in circolo causando un’infiammazione sistemica in grado di cronicizzare.


Al fine di evitare uno stato di disbiosi e mantenere inalterata la permeabilità intestinale si dovrebbe prediligere un regime prevalentemente vegetale. Evidenze dimostrano infatti come nei soggetti vegetariani vige di norma uno stato di eubiosi intestinale, ovvero caratterizzato da un maggiore equilibrio e maggiore biodiversità batterica del microbioma intestinale e da una migliore integrità della barriera intestinale; nello stesso tempo coloro che seguono un regime prevalentemente vegetale tendono ad avere in circolo meno tossine uremiche come l’indolo o il cresolo, e, grazie all’apporto maggiore di fibre, tendono ad avere una maggiore produzione di acidi grassi a catena corta, in grado di esplicare azione antinfiammatoria e cardioprotettiva e di nutrire le cellule di rivestimento intestinale, promuovendo una corretta funzione di permeabilità.

Le fibre hanno un ruolo fondamentale nel mantenere integra la barriera intestinale e vi sono vari studi a confermarlo in letteratura scientifica. In un lavoro pubblicato su Nutrients nel 2018 condotto su soggetti con steatosi epatica non alcolica, è stato visto come ad un aumento dell’introduzione di fibre mediante un regime prevalentemente vegetale fosse associata una riduzione significativa dei livelli di zonulina (i cui livelli aumentati sono associati ad un’alterazione della permeabilità intestinale). Quest’ultima è una proteina responsabile dell’integrità della barriera intestinale e rappresenta un importante biomarcatore del danno alla barriera intestinale.


In un lavoro italiano del 2012 i partecipanti allo studio sono stati divisi in due gruppi, in uno hanno consumato pasta con fibre, nell’altro pasta semplice senza fibre. Nel gruppo che ha consumato pasta con la fibra si è visto un calo molto significativo dei livelli di zonulina rispetto agli altri.


Esiste qualche alimento vegetale specifico in grado di esplicare effetto protettivo?

La curcuma, ad esempio, è un veicolo di curcumina, il pigmento giallo che conferisce la colorazione tipica di questa spezia indiana. Studi animali evidenziano come questo composto antiossidante sia in grado di prevenire il danno intestinale causato da farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene. Effetti simili sono stati visti nel sulforafano, il composto antiossidante contenuto nelle verdure crucifere come i broccoli. Si tratta comunque di studi in vivo o in vitro, sull’uomo ancora non ci sono sufficienti evidenze.

In un lavoro del 2018 è stato visto come un’integrazione di curcumina per tre giorni, in quantità comparabile a 2-3 cucchiaini di curcuma al giorno, fosse associata a minor danno alla barriera intestinale causato dall’esercizio fisico.

Tra i trattamenti non farmacologici più utilizzati in campo medico per promuovere la corretta funzionalità della barriera intestinale, dopo la riduzione del consumo di bevande alcoliche, è presente lo zinco.


Evidenze dimostrano come una supplementazione di questo minerale protegge la barriera intestinale da danni causati da trattamenti farmacologici con antinfiammatori non steroidei, esplicando dunque un effetto protettivo, anche a dosaggi supplementati relativamente bassi (3 mg/die). Tra le migliori fonti di zinco spiccano legumi e cereali integrali, questo è un altro motivo per consumarli regolarmente.


 

Fonti:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31717475/

https://gut.bmj.com/content/68/8/1417

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6266494/

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ijcp.13385

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23244539/

https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0278-6915(17)30406-4

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22950492/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28935827/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31038350/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25520366/

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