Qual รจ il momento migliore per mangiare la frutta? Lontano dai pasti o durante?
- Dott. Daniele Basta
- 31 ago 2016
- Tempo di lettura: 4 min

Tra i tanti argomenti sul mondo dell'alimentazione, spesso oggetto di disinformazione, ma anche di dibattito e di opinioni, cโรจ sicuramente quello riguardante lโorario o il miglior momento della giornata nel quale รจ meglio consumare la frutta. Ormai รจ abbastanza nota a tutti lโimportanza del consumo di frutta nellโambito di unโalimentazione adeguata e la World Health Organization ne raccomanda 2-3 porzioni al giorno, sia per lโapporto di fibre, ma soprattutto per quello di vitamine, minerali e antiossidanti. Ma riguardo ai momenti della giornata nei quali รจ meglio consumarla cโรจ tanta disinformazione e cโรจ chi sostiene che sia meglio consumarla lontano dai pasti, chi a completo digiuno o chi, invece, afferma che dopo i pasti sia lโideale. Ma quale di queste sarร la scelta giusta ed esistono evidenze scientifiche al riguardo?
Bรจ innanzitutto sfatiamo il mito che sia meglio consumarla a digiuno. Spesso tutto ciรฒ viene affermato proprio sulla base dellโipotesi che la frutta dopo i pasti possa "fermentare" nello stomaco apportando gonfiore e malessere generale. Da una parte รจ pur vero che le fibre presenti nella frutta rallentano lo svuotamento gastrico, ma non in maniera tale da farla sostare per una giornata intera nello stomaco! In uno studio cinese del 2014 รจ stato visto come le fibre solubili (contenute in grande quantitร nella frutta) contribuiscano a rallentare lo svuotamento di metร del contenuto dello stomaco di 72-86 minuti. Non รจ sicuramente una tempistica tale da far โfermentareโ la frutta stessa a livello gastrico, anche perchรจ il pH decisamente acido dello stomaco durante la digestione non permette la crescita della maggior parte di potenziali batteri in grado di portare avanti meccanismi del genere. Anzi, la permanenza lievemente maggiore nello stomaco permette un raggiungimento del senso di sazietร in piรน breve tempo e quindi consente di introdurre anche meno calorie, dunque unโottima cosa a fini di una potenziale perdita di peso.
Determinati tipi di frutti invece possono causare gonfiore, ma soltanto a livello intestinale. Si tratta di frutti ricchi di particolari composti chiamati FODMAP, una sorta di zuccheri che non vengono assorbiti dall'organismo, ma vengono fermentati dalla flora intestinale causando gonfiore e qualche colica intestinale. Di certo il tutto avviene una volta oltrepassato lo stomaco.

Tuttavia, molti invece preferiscono consumare la frutta lontano dai pasti proprio per il terrore che possa causare gonfiore e rallentare la digestione, ma tutto ciรฒ, ripeto, purtroppo non รจ supportato scientificamente. Anzi consumare il frutto da solo lontano dai pasti puรฒ favorire lโentrata in circolo piรน rapida degli zuccheri contenuti allโinterno causando picchi glicemici e successivi picchi insulinici che possono ostacolare una potenziale perdita di peso in soggetti in sovrappeso o creare danni metabolici in soggetti diabetici o affetti da sindrome metabolica con insulino-resistenza. Tutto ciรฒ soprattutto se il frutto รจ maturo o molto zuccherino. Si potrebbe ovviare a questa situazione aggiungendo delle fonti proteiche, come della semplice frutta secca, in modo da smussare il picco glicemico rallentando lโentrata degli zuccheri in circolo: questo perchรฉ le proteine, cosi come i grassi e le fibre, svolgono un ruolo essenziale nel rallentare lo svuotamento gastrico, dunque il passaggio del cibo dallo stomaco allโintestino.
Nello stesso studio cinese, che ho citato in precedenza, รจ stato dimostrato proprio come il consumo di fibra solubile, contenuta nella frutta, in seguito ad un pasto, puรฒ ridurre del 25% i livelli glicemici postprandiali.
Ci sono persone che, invece, evitano il totale consumo di frutta da un certo orario in poi per paura che il metabolismo possa โrallentareโ e causare un inevitabile aumento di peso con il tempo. Anche in questo caso, tale teoria non รจ supportata da alcuna evidenza scientifica. In qualsiasi momento della giornata durante il quale viene consumato un frutto รจ fisiologico che i livelli glicemici aumenteranno in seguito senza intaccare il metabolismo basale, che รจ tutt'altra cosaโฆ nonostante quantitร elevate di determinati tipi di alimenti, come dolci, bevande zuccherate, cibi processati, possano favorire un aumento di peso, soprattutto quando consumate nelle ore serali, tutti ciรฒ non รจ provato per quanto riguarda la fruttaโฆNon ha mai fatto male a nessuno il consumo di un frutto dopo cena o durante uno spuntino il pomeriggio, anzi secondo diverse evidenze scientifiche, coloro che mangiano frutta e verdura durante lโintero arco della giornata tendono ad avere un peso in salute.
In uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Plos One รจ emersa una correlazione inversa tra il consumo di frutta e verdura e il rischio obesitร . In particolare รจ stato visto che chi consuma maggiori quantitร di frutta ha il 17% in meno del rischio di essere obeso.

Dunque qual รจ il momento migliore per mangiare la frutta?
La risposta รจ che in realtร non esiste un momento migliore rispetto ad altri ed รจ tutto molto soggettivo ed individuale..ad esempio ad una persona in sovrappeso che ha intenzione di perdere peso molto probabilmente conviene consumare il frutto dopo i pasti, senza eccederne nelle quantitร naturalmente: questo sia per stimolare il senso di sazietร e introdurre dunque meno calorie durante il pasto e sia per smussare potenziali picchi glicemici. Invece รจ diversa la situazione in uno sportivo dopo lโesercizio fisico, dove un frutto zuccherino รจ importante nel ripristinare le scorte di glicogeno muscolare. Il tutto รจ personalizzato.
Ovviamente una cosa รจ certa: il consumo di frutta, cosรฌ come quello di verdura รจ fondamentale nellโambito di unโalimentazione varia ed equilibrata. Il mio consiglio รจ quello di parlarne accuratamente con il vostro nutrizionista di fiducia in modo da effettuare la scelta piรน adeguata ed evitare la dilagante disinformazione sul web e sui media.
Fonti:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16988118
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24901089
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24030518
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26530933
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24062946
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26474158
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26474158